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Ci sono 674 pareri

Nuny - 04/03/2017 - 12:09:52
Buongiorno, Volevo u­n chiarimento riguard­o al congedo matrimon­iale. Il mio contratt­o a tempo determinato­ (4 livello commercio­) scade il 18.09.2017­ ed io mi sposo il 07­.09.2017; nel caso in­ cui il contratto vie­ne trasformato a scad­enza a tempo indeterm­inato ed io sono in c­ongedo matrimoniale, ­cosa accade riguardo ­ai 15 giorni di conge­do? Vengono ripartiti­ sui due contratti o ­non ne ho diritto per­ i restanti giorni? G­razie in anticipo.
RISPOSTA: Salve, Le spettano sempre i 15 giorni, il contratto sarà sempre lo stesso, ma trasformato a tempo indeterminato. Cordiali saluti
Ilaria - 03/03/2017 - 05:16:29
Buongiorno, ho un contratto di lavoro part time a tempo indeterminato come educatrice presso una cooperativa e attualmente, avendo partorito l'anno scorso, ho richiesto l'allattamento fino all'anno. Da poco ho ricevuto una seconda offerta di lavoro, sempre part time, presso un'agenzia come architetto,essendo il mio titolo di studi. Il consulente del lavoro dell'agenzia ha richiesto la busta paga che percepisco con la cooperativa, per vedere quale tipo di contratto mi possano fare. Mi chiedo se è realmente per questo motivo, e potrebbe il nuovo contratto con l'agenzia farmi perdere il mio diritto all'allattamento? O crearmi problemi con la cooperativa? Posso svolgere entrambi i lavori? Grazie
RISPOSTA: Salve, al collega occorre sapere per quante ore lavorative è inquadrata con la ditta per cui già lavora. Quindi è legittima la sua richiesta. La nuova assunzione non influisce sull'allattamento. Può tranquillamente svolgere i due lavori. Cordiali saluti.
roberto - 02/03/2017 - 19:12:28
Buonasera, mia figlia lavora con partita iva e ha ricevuto il compenso pattuito con un assegno bancario con data 02002017. E' una data inesistente in quanto il mese 00 non esiste. Che fare ? Le faranno questioni alla posta dove ha il suo conto ? Grazie mille per i suggerimenti e gli aiuti!!!!
RISPOSTA: Salve, sicuramente l'ufficio postale non potrà incassare l'assegno per irregolarità. Le conviene far rifare un nuovo assegno dalla ditta. Cordiali saluti.
Simona - 02/03/2017 - 16:39:04
Buonasera io lavoro l'part time presso un patronato che a quanto pare ha una contratto di lavoro tutto suo.... La mia mensilità per 20 ore settimanali è di 420 euro al netto... È possibile che la.paga oraria sia al di sotto del contratto del commercio? Non dovrebbe essere minimo quella stabilita dalle sigle sindacali di maggior rappresentanza? RONGRAZIO SIMONA
RISPOSTA: Salve, non credo ci siano CCNL che prevedano una retribuzione di euro 420 netti per 20 ore settimanali. Per valutare il suo caso dovrei consultare la sua busta paga e verificare. Cordiali saluti
Davide - 02/03/2017 - 16:09:52
Buongiorno, ho avuto una figlia, che ho riconosciuto, da una donna che lavora presso Autogrill, la bimba ora ha 4 anni e hanno chiesto alla madre di svolgere turni notturni di 8 ore; io non risiedo con loro ma in un altro paese e non risulto nello stato di famiglia di Lei e sono un elettricista in proprio con diversi contratti di reperibilita' diurna e notturna che gestisco con 2 opera nella misura di 5 gg io e 2 loro (1 a testa) per questione di spese Lei e' obbligata al lavoro notturno? Lo puo' svolgere solo nei 2 gg in cui io non sono reperibile? grazie, saluti Davide
RISPOSTA: Salve, l’articolo 11, comma 2, Decreto legislativo 66 del 08.04.2003, prevede che “non possono essere obbligati a prestare lavoro notturno”: a) la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore ai 3 anni o, alternativamente a questa, il lavoratore padre convivente con lei (questa previsione deve intendersi estesa anche ai genitori non naturali, con figli in adozione o in affido,come affermato dalla Corte Cost.. 26.03.2003, n. 104); b) la lavoratrice o il lavoratore che risulta essere unico affidatario di un figlio convivente di età inferiore ai 12 anni, c) la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge n. 104/1192. Pertanto il suo caso rientrerebbe nella lettera b). Cordiali saluti
Roberto - 01/03/2017 - 13:53:58
Buongiorno, gradirei sapere se ci sono novità in merito agli aumenti programmati e successivamente bloccati a novembre 2016 relativi al contratto commercio. Avevo letto che a dicembre 2016 avrebbero dovuto ridiscutere con i sindacati le nuove condizioni. Grazie
RISPOSTA: Salve , la contrattazione è ancora bloccata. Cordiali saluti
Assunta - 01/03/2017 - 12:30:29
Buongiorno.La mia domanda è semplice in teoria,ma in pratica nessuno mi sa delucidare.Vorrei sapere in quale CCNL può essere inquadrato un fonico che lavora come dipendente di una coperativa...un fonico è colui il quale registra all'interno di un'aula di tribunale un'udienza penale.Grazie mIlle...
RISPOSTA: Salve, il CCNL PRODUZIONE CULTURALE E SPETTACOLO AZIENDE COOPERATIVE la qualifica di Fonico è attribuita al secondo livello. Cordiali Saluti.
roberto - 01/03/2017 - 11:34:51
Buongiorno, mia moglie (assistente alla poltrona studio dentistico) percepisce da tre mesi la Naspi a causa della morte del suo datore di lavoro . Da alcune settimane lavora presso uno studio dentistico dove viene pagata con i voucher . Mi risulta che esiste un limite annuo di compenso derivante dai voucher oltre il quale viene persa la Naspi. Potrebbe dirmi quanto e' questo limite annuo ? Trattasi di un unico datore di lavoro. Grazie
RISPOSTA: Salve i percettori di prestazioni a sostegno del reddito possono svolgere attività di lavoro accessorio reso in tutti i settori produttivi nel limite complessivo annuo di € 3.000,00 netti. L’indennità NASPI è una prestazione a sostegno del reddito, pertanto è possibile svolgere attività di lavoro accessorio (quella pagata mediante voucher) durante il periodo di fruizione dell’indennità. Si possono avere due diverse situazioni: 1. lavoro accessorio con compensi nel limite di 4.000,00 euro lordi (pari a 3.000,00 euro netti); 2. lavoro accessorio con compensi compresi tra i 4.000,00 ed i 9.333.33 euro lordi (7.000,00 netti). Nel primo caso l’indennità NASpI è interamente cumulabile con i voucher ed il lavoratore non è tenuto a inviare all’INPS nessuna comunicazione preventiva. Nel secondo caso l’indennità NASpI è solo parzialmente cumulabile con i voucher: l’indennità è ridotta di un importo pari all’80% del compenso rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. Attenzione! Prima del superamento dei 3.000 euro netti, è necessario inviare all’INPS apposita comunicazione. Cordiali saluti
simona - 28/02/2017 - 09:03:18
buongiorno. lavoro come dipendente in una catena di abbigliamento. ho un contratto a tempo indeterminato. il punto vendita nel quale lavoro, chiuderà per due settimane per rinnovo locali. mi verranno scaricate ferie. nella seconda settimana di chiusura, mi verranno scaricate ferie, ma l'azienda ha chiesto di tenerci disponibili per sostituzioni o aiuto per altri punti vendita. quello che vorrei sapere è, possono farlo? sono obbligata a tenermi reperibile? sono ferie che mi sarebbero spettate durante l'arco della anno, non sono ferie extra o altro. grazie
RISPOSTA: Salve,il datore di lavoro non può mettere il dipendente in ferie forzate con poco preavviso,in ogni caso, può dettare i tempi delle ferie in base alle esigenze aziendali ma è tenuto a comunicare in anticipo ai dipendenti il periodo di godimento dell’interruzione dal lavoro. I riposi concessi, inoltre, devono essere fruiti in maniera continuativa per permettere ai lavoratori di recuperare le energie psico-fisiche. L’art. 10 del D. Lgs. 66/2003, che sostanzialmente distingue le quattro settimanale di ferie annuali maturate in tre periodi diversi: – Primo periodo di 2 settimane che sono da fruire in modo ininterrotto nel corso dell’anno di maturazione e su richiesta del lavoratore devono essere consecutive (es. normalmente nel mese di agosto); – Un secondo periodo di 2 settimane, da fruirsi anche in modo frazionato ma entro i 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione (31 dicembre). La contrattazione collettiva può però aumentare i mesi di differimento portandoli a più di 18 mesi; – Un terzo periodo è quello relativo alle eventuali altre ferie, oltre quelle minime di quattro settimane, attribuite dai contratti collettivi. Le ferie possono essere frazionate e godute entro un termine stabilito dallo stesso CCNL. Cordiali saluti.
Maurizio - 27/02/2017 - 18:46:38
Salve, lavoro come dipendente in grande supermercato da più di venti anni. Usufruisco di legge 104 avendo familiare disabile e quindi ho la possibilità di poter prendere fino a due anni di congedo parentale retribuito. Ora, avrei necessità di prendere di un periodo di aspettativa che esula dai gravi motivi familiari, ossia usufruire di un periodo per seguire alcune cose personali. Vorrei sapere se l'eventuale concessione di tale periodo cumula o meno con il congedo parentale retribuito, visto che su sito INPS leggo che se dovessi prendere 12 mesi di aspettativa per gravi motivi familiari non avrei diritto a più di 12 mesi ulteriori di congedo parentale. Ma come specificavo questa aspettativa che vorrei prendere e che l'azienda sarebbe disposta a darmi non ha nulla a che vedere con I GRAVI MOTIVI PERSONALI. Grazie. Cordiali saluti
RISPOSTA: Salve, i periodi di sospensione dal lavoro per aspettativa non retribuita sono regolamentati dai CCNL di categoria. Non conoscendo il Suo CCNL, posso dirle che se il datore di lavoro consente un periodo di aspettativa non retribuita prevista dal CCNL non deve essere considerata in diminuzione al periodo di aspettativa per congedo parentale. Cordiali saluti

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