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Ci sono 687 pareri

Claudio - 13/03/2017 - 17:25:32
Buongiorno, lavoro in un negozio di abbigliamento full time 40 ore settimanali, la mia azienda aderisce a confcommercio, il mio contratto risale al 2015. posso avere una risposta ad un mio dubbio? se nel mio contratto individuale c'è scritto : "ORARIO DI LAVORO 40 ore settimanali secondo la disciplina prevista dal vigente CCNL. Tale orario sarà collocato su un massimo di 6 giornate, comprendendo anche la domenica, compatibilmente con le esigenze aziendali ". significa che devo lavorare TUTTE 52 Domeniche? o posso avvalermi dell'art 141 del CCNL del Commercio che impone un tetto massimo di Domeniche lavorabili? le 24/25 Domeniche da lei più volte citate? Mi può per favore aiutare a risolvere questo dubbio? GRAZIE!!!
RISPOSTA: Salve, l'art.141 impone il tetto ai lavoratori che hanno le domeniche come riposo settimanale, ma nel caso in cui i lavoratori hanno riposo durante un giorno della settimana devono lavorare la domenica con la maggiorazione prevista dal CCNL. Cordiali saluti.
Salvatore Spirito - 13/03/2017 - 11:48:06
Buongiorno,il quesito è il seguente: non ho ricevuto in busta paga gli ANF da gennaio a luglio 2015,nel medesimo periodo non ho ricevuto pagamento della busta paga stessa,ragion per cui dal luglio 2015 ho fatto dimissioni per giusta causa dalla società per la quale lavoravo.la società è fallita in seguito. ora posso richiedere gli ANF non ricevuti, all'INPS ? Vi ringrazio anticipatamente.
RISPOSTA: Salve, dovrà chiedere al curatore oltre alle competenze spettanti, TFR e ultime 3 mensilità, anche gli assegni per il nucleo familiare non corrisposti. Cordiali saluti
Ambra - 11/03/2017 - 12:28:25
Buongiorno, volevo sapere quanto percepisce di netto una persona che ha un apprendistato professionalizzante metalmeccanico settore industria livello finale III. Grazie
RISPOSTA: Salve, la su domanda è tecnica e dovremmo sviluppare una busta paga inserendo nei nostri software tutti i dati e non possiamo procedere in tal senso. Cordiali saluti.
Gabriella - 10/03/2017 - 18:36:47
Salve, sono dipendente di un consorzio di bonifica dapprima inquadrata come operaio e da gennaio 2016 come dipendente. Ho sempre avuto contratti a tempo pieno e determinato. L ente versa in cattive condizioni e nn percepisco lo stipendio da circa due anni. La consulente che fa le buste paga ha detto che da gennaio si rifiuta di emettere le buste perché gli stipendi non vengono pagati e fino a che lo stipendio non sarà pagato lei non emetterà la busta. È possibile una cosa del genere?poi ha detto che per il 2016 vuole emettere il cud solo della parte pagata tenendo in sospeso (e quindi non tassandola) la parte da pagare. Io vorrei il cud per intero anche se non ho percepito lo stipendio per non ritrovarmi poi con tante tasse da pagare laddove dovessero versarmi tutta la somma sospesa nello stesso anno. Posso richiedere l emissione cud per intero?o devo fare per forza come dice lei? E poi la busta paga va ancora firmata x quietanza?o non ce n'è più bisogno?attendo vs gentile riscontro quanto prima.
RISPOSTA: Salve, la procedura adottata dalla collega è giusta, la busta paga quando pagata deve essere firmata. Cordiali saluti.
Federica - 09/03/2017 - 17:36:17
Salve mi chiamo Federica, da tre mesi percepisco la Naspi, ma proprio oggi mi hanno proposto un lavoro a chiamata per delle promozioni in farmacia ma previo diventare socia di una copertiva S.c con interesse allo scambio mutualistico e di sottoscrivere 1 azione di capitale sociale di 50€, come mi devo comportare con L'INPS? Perdo la disoccupazione o c'è qualche altra strada da fare?? Grazie infinite
RISPOSTA: Salve, deve comunicare all'Inps ogni qualvolta verrà chiamata al lavoro, per permettere all'Ente di calcolare eventuale riduzione o sospensione della Naspi. Coriali saluti.
Fabio - 09/03/2017 - 09:00:50
Buongiorno. Ho un contratto a Tempo Indeterminato C.C.N.L. Metalmeccanico - PMI (Confapi) sono stato assunto il 21/12/2015. Per un grave evento di salute, sono stato in malattia continuativa dal 2 Giugno 2016 al 30 Dicembre 2016. La malattia e' stata poi interrotta da ripresa lavorativa dal 1 Gennaio 2017 al 13 Febbraio 2017. Per una ricaduta stesso evento, sono dal 14 Febbraio 2017 a tutto il 2 Aprile 2017 di nuovo in malattia. Volevo sapere quando scade il mio periodo di comporto. Grazie. Cordiali saluti. P.S. Giorni di ricovero Ospedaliero dal 02/06/2016 dimesso il 10/06/2016. Poi ricovero presso altra struttura dal 10/06/2016 al 26/06/2016.
RISPOSTA: Salve, per il caso da lei prospettato può accedere al comporto prolungato per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti: 274 giorni di calendario; Cordiali saluti.
Flavia - 08/03/2017 - 16:28:17
Domanda: dipendente parrucchiera part time.. lavoro 4 volte a settimana dal giovedì a domenica  (32 ore settimanali) Sono al 1°livello.. ho dato le mie dimissioni tramite un Caf , il quale mi ha detto che sono 15 giornida calendario  .. quindi dal 28 febbraio al 15 marzo sarebbe... ma arrivata al lavoro la proprietaria mi ha detto che sono 10 giorni lavorativi. .e quindi mi scala 2 giorni visto che sarebbe fino al 12 visto che lavoro solo 4 giorni a settimana. .. e mi ha dritto che devo firmare un foglio su questa cosa... allora io mi chiedo, è giusto?  Visto che io ho inviato fino al 15.. io lavorerò comunque fino al 12 effettivo.. cosa comporta? Cosa mi tolgono?? E devo firmare il foglio che dice la mia datore di lavoro? Grazie
RISPOSTA: Salve,l'art.18 del CCNL di categoria recita, Il licenziamento del dipendente non in prova o le sue dimissioni devono essere comunicate per iscritto all'altra parte con un preavviso di almeno 10 giorni lavorativi. Il preavviso potrà essere sostituito con la corresponsione della indennità relativa. La sua datrice di lavoro ha ragione. Basta che rettifica le sue dimissioni considerando 10 giorni di preavviso. Cordiali saluti.
Cristina - 07/03/2017 - 15:30:09
Buongiorno, mio padre (lavoratore notturno) assunto il 06/1987 nel 2019 sarebbe dovuto andare in pensione. La ditta essendo un pò in difficoltà ha proposto la cessazione di rapporto (io suppongo che così facendo loro evitino di pagare i contributi fino al 2019) dando comunque il TFR. Oggi hanno dato una carta in cui c'è scritto: il rapporto viene inderogabilmente risolto al 15/03/2017 esonerando le parti da ogni ulteriore incombenza. Con la cessazione del rapporto di lavoro la ditta corrisponderà oltre le competenze di fine rapporto (7000 euro) una somma di 4000 a titolo di .... (qui hanno lasciato i punti di sospensione) per un importo complessivo di 74000 euro da dare in 7 rate, la prima rata sarà di 2100 euro. Ora la cosa che mi puzza è che loro avevano detto che fino al 2019 (data della presunta pensione) loro avrebbero dato 2000 euro al mese e OLTRE il TRF, ma da quello che leggo da questa comunicazione l'unica cosa che daranno sono queste rate del TFR. Ora a voi chiedo se fosse possibile che danno 2000 euro più il TFR, della serie "troppo bello per essere vero", alla ditta conviene fare così? Se mio padre avesse continuato a lavorare fino al 2019 (stipendio lordo 4100 euro, netto 1800) loro avrebbero continuato a versare contributi,cessando il rapporto e dando 2000 euro fino alla pensione questi contributi in teoria non dovrebbero pagarli più. È giusto il mio ragionamento? Grazie
RISPOSTA: Salve, certamente la ditta risparmia i contributi, ma se è l'unica scelta, suo padre potrebbe versare la contribuzione volontaria fino al pensionamento. Cordiali saluti
Luca Prisco - 07/03/2017 - 09:46:11
Buongiorno Simone, complimenti per l'articolo. Ho un quesito da porre, la mia società non ha dipendenti e quando deve svolgere una fornitura con messa in opera chiama personale esterno. L'attività è quella del noleggio con installazione e assistenza di impianti audio e palchi. Di solito sono lavori di 2 o 3 giorni e ogni volta vengono individuate persone diverse sia per indisponibilità del lavoratore sia per la specificità del lavoro da svolgere. Ora quale contratto adottare per inquadrare questi lavoratori considerando che alcune volte si lavora in ambito di appalto. Ripeto precisando che i lavoratori sono sempre diversi, quasi mai gli stessi e lavorano per 3 giorni alla volta. Magari Tizio lavora oggi e poi lo ricontattiamo tra 4 mesi. Grazie per la disponibilità
RISPOSTA: Salve, ancora per poco potrebbe utilizzare i voucher, anche se a breve verranno probabilmente limitati a determinati settori, potrebbe usare i contratti a chiamata, o se ciò non fosse possibile un contratto di assunzione a termine per 2/3 giorni. Cordiali saluti.
Michele - 06/03/2017 - 16:36:32
Buonasera, volevo porvi questa problematica. Da dicembre 2015 sono stato assunto a contratto a tempo indeterminato 6 liv metalmeccanico da una azienda software di Padova. Sul contratto è indicata la mia sede lavorativa Padova con disponibilità a compiere missioni e o trasferte presso i clienti di tale azienda. Sin dal primo giorno lavorativo, non mi è stata riconosciuta nessuna indennità di trasferta su un cliente (sub appalto) a Venezia per ben 4 mesi. Essendomi fatto male e avendo deciso di operarmi a Bari dove è la mia residenza, mi hanno comunicato via telefono di recarmi presso un altro cliente a Verona solo 10 giorni del termine della mia riabilitazione sempre svolta a Bari. Sul contratto è indicato che mi devono allertare almeno 20 giorni prima del cambio di destinazione. Nonostante le mie insistenze sulla richiesta di indennità non mi hanno mai dato risposta positiva, e per questo mi sono sempre sobbarcato di tasca mia le spese di alloggio e spostamento. Ripeto, per necessità lavorativa sono ancora con loro, ma non ho mai smesso di cercare una nuova situazione lavorativa a 54 anni. Domanda, sono passibili di eventuali rivendicazioni da parte mia? Grazie mille
RISPOSTA: Salve, certamente potrà rivolgersi ad un legale per rivendicare i suoi diritti previsti dal CCNL metalmeccanici in caso di missioni e trasferte non corrisposte. Cordiali saluti

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