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Ci sono 687 pareri

Anna - 03/02/2017 - 13:33:43
Buongiorno mi è stato offerta una prospettiva di lavoro come addetta al data entry attività da svolgere da casa per conto di una azienda informatica. volevo sapere è legalmente possibile fare un lavoro del genere? che tipo di contratto prevedono le attività svolte da casa?
RISPOSTA: Salve, nell’ordinamento italiano tra i tipi di contratti atipici previsti dalla legge, ci sono i contratti aventi ad oggetto il lavoro a domicilio ed il telelavoro. Entrambe le tipologie di contratto riguardano un particolare luogo di svolgimento della prestazione lavorativa: il domicilio del lavoratore o un locale a sua disposizione. Pertanto l'azienda le sottoporrà un contratto di lavoro subordinato a domicilio. Cordiali saluti
Alessio Sestini - 31/01/2017 - 23:18:06
Salve, ho necessità di dirimere una questione piuttosto urgente relativa ai termini di preavviso che devo considerare in seguito alle mie dimissioni volontarie rassegnate in data 28.01.17. Il CCNL di riferimento (chimico-farmaceutico), per i livelli A e B (io sono inquadrato in quest'ultimo) stabilisce quanto segue: - fino a 5 anni compiuti: 2 mesi - oltre 5 anni e fino a 10 anni compiuti: 3 mesi - oltre 10 anni: 4 mesi In caso di dimissioni i termini di cui sopra sono ridotti alla metà. Il punto è questo: a seguito dell'acquisizione del gruppo societario presso il quale ho lavorato da fine 2009 a fine 2014 (gruppo nel quale ero stato assunto con contratto a tempo indeterminato in data 1.01.2012), il mio contratto di lavoro è stato ceduto al nuovo gruppo con la seguente dicitura (cito testualmente dalla lettera che mi è stata fatta firmare) "Con la presente lettera Le confermiamo quanto già comunicato in data odierna dalla società xxx (cedente) che a partire dal 01.01.2015 il Suo rapporto di lavoro viene ceduto e deve intendersi intercorrente ad ogni effetto con la nostra Società, fermo restando il riconoscimento della sua anzianità aziendale maturata presso xxx (azienda cedente)". In effetti nella busta paga attuale trovo riportato: - come "data di assunzione" il 1.05.2015 - come "anzianità convenzionale" il 2.01.2012 A me risulta che in questi casi i termini di preavviso vanno considerati facendo riferimento NON alla anzianità convenzionale (utile ai fini del TFR) BENSI' alla data di assunzione, la quale essendo stata come detto modificata (come ripeto, prima dell'acquisizione del precedente datore di lavoro, era datata 1.01.2012) ha di fatto ridotto i termini di preavviso stessi (ovvero al momento non sarei più oltre i 5 anni di assunzione ma sarei entro i 5 anni di assunzione). Attendo un vostro gentile riscontro. Grazie, Alessio Sestini
RISPOSTA: Salve, premessa la riduzione alla metà del periodo di preavviso in caso di dimissioni, il CCNL di cui in oggetto non prevede nulla in merito all'anzianità convenzionale. Eccezione prevista per alcuni CCNL. Pertanto il suo temine di preavviso deve essere calcolato dalla data di assunzione 01/05/2015. Cordiali saluti
Martina de Capua - 31/01/2017 - 13:18:01
Salve, sono Martina de Capua ed ho bisogno di aiuto. Ho aperto il mio centro estetico di epilazione con luce pulsata in franchising il 12 maggio del 2015. Contestualmente all'apertura, ho assunto due dipendenti a tempo indeterminato part-time 24 ore settimanali. Il mio consulente del lavoro ha assunto entrambe le dipendenti con gli sgravi contributivi INPS per 36 mesi (non ricordo come si chiamava l'agevolazione). Agli inizi di Gennaio 2017 ho ricevuto dall'INPS una lettera dall'INPS, in cui c'era scritto che, in seguito a dei controlli, una delle due dipendenti non aveva diritto a questo bonus contributivo perché aveva già lavorato nei mesi precedenti all'assunzione e quindi, entro 60 giorni, avrei dovuto pagare tutti i contributi non versati fino a Novembre 2016 più la mora, per un totale di 3356€. Ho chiesto alla mia dipendente se effettivamente avesse lavorato nei mesi precedenti e lei mi ha giustamente confermato che era stata assunta presso un centro estetico. Lì per lì mi sono arrabbiata con il mio consulente del lavoro perché lui avrebbe dovuto saperlo e lui si è giustificato dicendo che la ragazza, al momento dell'assunzione, ha firmato un foglio in cui diceva di non aver lavorato (ma la ragazza dice di non aver con lei né questo foglio e né il contratto). Il consulente ha chiesto alla ragazza di andare presso il centro per l'impiego e chiedere la visura storica del lavoro. La ragazza è andata e lì risulta un'assunzione a tempo indeterminato part-time 20 ore dal 20/03/2015 al 26/03/2015 (terminata per dimissioni). Poiché, per soli 6 giorni di lavoro (credo in prova), non credo sia accettabile dover pagare tutti questi soldi, volevo sapere se si possono contestare questi soldi all'INPS e se si con quale motivazione. Mi basterebbe anche dimezzare l'importo che per me rappresenta una mazzata. Ho provato in rete a cercare le leggi che regolavano il mercato delle assunzioni in quel periodo ma non essendo un avvocato, non sono riuscito a trovare nulla. E' mai possibile che per soli sei giorni io debba pagare? Potreste gentilmente trovarmi qualche cavillo per poter superare questo ostacolo? In attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti. Martina de Capua Titolare Ditta Individuale Centro Estetico
RISPOSTA: Salve, per il caso prospettato Le confermo che lo sgravio deve essere restituito e non ne potrà beneficiare in proseguo per la medesima persona. Se la dipendente fosse stata licenziata per mancato superamento del periodo di prova e non per dimissioni, lo sgravio sarebbe spettato. Adesso ha la possibilità di presentare un rateizzo in 24 mesi. Ma può anche chiedere al suo consulente del lavoro di aprire un sinistro presso la sua assicurazione professionale per non pagare le sanzioni a suo carico. Resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento. Codiali saluti
Oriano - 25/01/2017 - 16:44:39
Sono metalmeccanico da due anni e lavoro per una ditta che ha un appalto in una grossa azienda chimica, vorrei sapere, siccome sono sempre a diretto contatto con agenti chimici, se esiste un indennità di rischio per il lavoro che svolgo. Ringraziando anticipatamente cordiali saluti oriano
RISPOSTA: La ditta per la quale è assunto deve aprire una nuova voce rischio Inail per l'attività che lei svolge presso la società chimica. Cordiali saluti.
Francesca - 24/01/2017 - 19:56:01
Ho un contratto a tempo indeterminato, 2 livello, commercio/servizi. Non sono sposata e non ho figli ma vorrei trasferirmi in un altra città. Quali soluzioni contrattuali posso trovare con il mio attuale datore di lavoro per proseguire con il rapporto di lavoro ma fuori sede? Grazie
RISPOSTA: Salve, se le sue mansioni sono al di fuori dei locali aziendali, potrebbe chiedere al datore di lavoro di proseguire il rapporto altrove, se la sua figura professionale lo permette. Saluti
Francesco - 24/01/2017 - 11:17:43
Buongiorno, Sono stato assunto con contratto di sostituzione per maternità commercio, che andrà a scadere nel marzo prossimo venturo. Ho avuto modo di parlare con la collega che sostituisco, la quale mi ha informato di voler chiedere immediatamente a seguire il periodo di maternità obbligatoria tutti i mesi di congedo parentale e ferie. Vorrei sapere se questi rientreranno nel mio contratto o se l'Azienda dovrà provvedere alla stipula di un altro contratto eventualmente alla mia persona e quanto può estendersi il perido d congedo parentale. Grazie molte
RISPOSTA: Salve, presumo che l'azienda stesse usufruendo dello sgravio contributivo Inps/Inail al 50% se non supera i 20 dipendenti. La sostituzione può essere effettuata fino al compimento di 1 anno del bambino della sostituita nei casi di congedo di maternità, congedo parentale e congedo per malattia del figlio. L'azienda non dovrà stipulare un nuovo contratto ma solo prorogarlo.
e - 20/01/2017 - 14:40:09
Buongiorno, ho letto che non sono più valide le dimissioni per raccomandata, ora si deve procedere online o tramite un sindacato, è corretto? Secondo lei è meglio rivolgersi a qualcuno? grazie
RISPOSTA: Salve, a partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovranno essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche. Obiettivo di questa importante novità è contrastare il fenomeno delle "dimissioni in bianco", una pratica molto diffusa che sino ad oggi ha penalizzato i lavoratori più deboli. La procedura è semplice. Il lavoratore potrà scegliere tra due opzioni: 1) ​inviare il nuovo modulo autonomamente tramite il sito del Ministero del Lavoro. In questo caso è necessario munirsi del Pin INPS Dispositivo, accedendo al portale dell'Istituto o recandosi in una delle sue sedi. Si potrà così accedere al form online che permetterà di recuperare le informazioni relative al rapporto di lavoro da cui si intende recedere dal sistema delle Comunicazioni Obbligatorie. 2) ​rivolgersi ad un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, ente bilaterale, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro, sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro) che avrà il compito di compilare i dati e inviarli al Ministero del Lavoro. Pertanto è obbligatorio procedere come indicato. Saluti
ele - 20/01/2017 - 13:13:24
Buongiorno, quando sono stata assunta, due anni fa, non mi è stato dato il contratto ma solo la lettera di assunzione, ora vorrei dare le dimissioni volontarie per nuovo lavoro. Il mio contratto a tempo indeterminato è CCNL metalmeccanica industria, impiegata secondo livello, quanti giorni di preavviso devo dare alla mia azienda? grazie
RISPOSTA: Salve, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle due parti senza un preavviso i cui termini dipendendo dell'anzianità e della categoria professionale cui appartiene il lavoratore. Nel suo caso sono 10 giorni. I termini di disdetta decorrono dal giorno del ricevimento dell'atto di dimissioni e il periodo di preavviso si calcola dal giorno successivo. Saluti
Glori De Sica - 17/01/2017 - 17:17:38
Buonasera, la domanda riguarda il periodo di maternità obbligatoria spettante in caso di adozione internazionale. Si ha diritto ad un periodo di 5 mesi, ma siccome pratico telelavoro da casa, vorrei usufruirne soltanto per il periodo di permanenza all'estero, ovvero inferiore ai 5 mesi. Potete dirmi se e' possibile? Grazie
RISPOSTA: Salve, per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali di cui alla legge 184/1983 il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso in Italia del minore adottato o affidato nonché per il giorno dell’ingresso in Italia. Fermo restando il periodo complessivo di 5 mesi, il periodo di congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell'ingresso in Italia del minore. Il periodo di congedo non fruito antecedentemente all'ingresso in Italia del minore, è fruito, anche frazionatamente, entro i 5 mesi dal giorno successivo all'ingresso medesimo. I periodi di permanenza all'estero, seguiti da un provvedimento di adozione o affidamento validi in Italia, possono essere indennizzati a titolo di congedo di maternità. Per i periodi di permanenza all'estero è previsto anche un congedo non retribuito, né indennizzato. In caso di affidamento non preadottivo di cui alla legge 184/1983 il congedo spetta per un periodo di 3 mesi da fruire, anche in modo frazionato, entro l’arco temporale di 5 mesi dalla data di affidamento del minore. Per ulteriori approfondimenti può essere consultata la circolare Inps 16/2008. Pertanto il congedo di maternità è obbligatorio per 5 mesi. Saluti
Giovanni Castelli - 16/01/2017 - 15:09:56
Gentili consulenti, Lavoro nel settore del commercio, grande distribuzione, inquadrato al livello 1 con contratto a tempo indeterminato fatto nel 2013. Per ragioni di arricchimento professionale ho chiesto ed ottenuto di passare ad altre mansioni però con livello 2. Domande: - Il cambio avverrà nell'ambito del contratto esistente o potranno farmi un contratto ex novo con le caratteristiche del jobs act che sono meno tutelanti? - Avrò diritto a ritornare alle attuali mansioni e primo livello se non dovessi trovarmi bene con il cambio ora richiesto? Avrei urgente bisogno di una risposta. Ringrazio molto per l'attenzione Dr. Giovanni Castelli
RISPOSTA: Salve, il passaggio di livello deve esser accettato dall'azienda e non verrà redatto un nuovo contratto ma solo una lettera di variazione. Sarà un accordo aziendale a stabilire il suo ritorno al livello precedente. Saluti

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