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Ci sono 665 pareri

Rosanna - 01/06/2017 - 14:47:30
Salve, la mia situazione è questa: ho lavorato per 11 mesi per un'azienda con sede centrale a Torino. Nel contratto sottoscritto avevo come sede di assunzione Torino, ma dal primo giorno di contratto ho lavorato a Bologna, come fornitore esterno per un'azienda della stessa città. Premettendo che era la prima volta che lavoravo in aziende fornitrici e non sapendo come funzionasse, per non avere ulteriori spese ho vissuto per 11 mesi da alcuni amici di Bologna. Mi sono informata e come prevede il CCNL METALMECCANICO l'azienda avrebbe dovuto corrispondermi l'idennità di trasferta e le spese. La mia domanda è questa: per la mia situazione, anche se ho spostato il mio domicilio a casa di questi amici, l'azienda avrebbe dovuto pagarmi la trasferta? Posso chiedere un forfettario anche se non ho avuto spese di vitto e alloggio? In attesa do vostro riscontro, invio cordiali saluti, Rosanna.
RISPOSTA: Salve, certamente può inviare una raccomandata all'azienda facendo presente che si è trovata in difficoltà a doversi trasferire e chiedere l'indennità di trasferimento e una diaria giornaliera per il periodo di lavoro fuori sede. Cordiali saluti.
Luca - 01/06/2017 - 10:47:31
Buongiorno ho un quesito relativo ai regimi agevolativi per persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia (Circolare 17/E del 23 maggio u.s.): io sono residente nel Regno Unito dal 2015 ed ho una proposta professionale in Italia; se accetto e trasferisco la mia residenza in Italia, rientrerei nel regime agevolato? In quale misura? Dalla circolare non e' chiaro se tale provvedimento e' applicabile solo a chi e' rientrato entro il 31 dicembre 2015 oppure anche successivamente. Grazie in anticipo Luca
RISPOSTA: Salve, l'incentivo fiscale è previsto solo per i rimpatriati alla data del 31/12/15. Cordiali saluti.
ALDO - 01/06/2017 - 09:11:42
Salve, mia moglie andrà in maternità il 23 Settembre prossimo, ma il suo contratto a tempo determinato (CCNL AGIDAE assistenziale), le scadrà il 30 settembre. domanda: Il Datore di lavoro per prendere una persona in sostituzione maternità deve prolungare il contratto a mia moglie prima della scadenza oppure può lasciar scadere il contratto, mia moglie viene pagata direttamente dall'Inps, e l'azienda può prendere una persona in sostituzione maternità comunque ? Quale sarebbe la procedura corretta per la sostituzione maternità (a noi farebbe comodo che ci pagasse direttamente l'azienda e non l'Inps perchè ci paga mensilmente mentre l'Inps non so ogni quanto e non possiamo permettercelo). Eventualmente ci sarebbe qualche opportunità per mia moglie per non perdere il lavoro ? (è al terzo rinnovo semestrale) Mi pare d'aver letto nel contratto che esiste la precedenza nel caso di rinnovi a tempo determinato o indeterminato per la stessa mansione (medico responsabile di struttura). Casomai potrebbe esercitare questa opzione per iscritto prima di andare in maternità obbligatoria ? Grazie mille Cordiali saluti, Aldo
RISPOSTA: Salve, alla lavoratrice assunta con contratto a tempo determinato spetta il diritto all'astensione obbligatoria (che ricordiamo dura 5 mesi e di regola parte 2 mesi prima della data del parto presunto e si protrae fino ai 3 mesi successivi al parto), come tutti gli altri lavoratori a tempo indeterminato. Scadenza del termine, astensione obbligatoria e indennità di maternità. Alla lavoratrice madre spetta il diritto a percepire l'indennità di maternità per tutta la durata del periodo di astensione obbligatoria, anche nel caso il termine del contratto sia scaduto durante il periodo di astensione stessa. Vediamo ora i casi in cui la corresponsione dell'indennità di malattia avviene oltre il termine del rapporto lavorativo. Sui vari casi sono intervenuti prima il Consiglio di Stato e poi il Ministero del lavoro, vediamo tutti i casi. Caso n. 1: Maternità e contratto a termine scaduto entro 60 giorni prima del parto. Si tratta di uno dei casi in cui la scadenza del contratto a tempo determinato avviene durante il periodo di congedo per maternità. Nel caso in cui il contratto a termine è scaduto, la lavoratrice ha diritto alla percezione dell'indennità di maternità per tutto il periodo di astensione obbligatoria, quindi sempre 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo la nascita del figlio, a condizione che tra la data di cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine e la data presunta del parto sia trascorso un intervallo di tempo non superiore a 60 giorni. In questo caso, l'indennità di maternità resta percepita dalla lavoratrice per intero, cioè per 5 mesi. Esempio: se la data presunta del parto è il 31 luglio e la di scadenza del contratto a termine è il 15 giugno, il termine è nei 60 giorni precedenti il parto (il termine del 15 giugno cade a 45 giorni dalla data del parto presunto). Alla lavoratrice spetta l'interdizione obbligatoria e l'indennità di maternità fino al 31 ottobre o dopo 3 mesi dal parto (con inizio della corresponsione da parte dell'Inps dal mese di maggio). Contratto a termine e l'estensione del periodo di concedo. Decorsi i tre mesi post partum indennizzati (nell'esempio dopo il 31 ottobre), non si possono disporre estensioni del periodo di concedo, salvo che non ci sia un rinnovo del contratto a termine o un nuovo rapporto di lavoro, nei casi in cui è possibile disporre l'interdizione fino al settimo mese di vita del neonato. Contratto a termine e maternità anticipata. Nel caso di gravidanza a rischio, la lavoratrice può ottenere l'anticipo del periodo di astensione da lavoro, tramite la Direzione provinciale del lavoro che dispone, su domanda dell'interessata e accertamento medico, l'interdizione anticipata da lavoro. Anche in questo caso la lavoratrice ha diritto all'indennità di maternità. Quest'ultima sarà percepita per intero, quindi per 5 mesi, se il contratto di lavoro a termine si è concluso entro 60 giorni dalla presunta del parto. Caso n. 2: Maternità e contratto a termine scaduto entro i tre mesi successivi al parto. Anche in questo caso la scadenza del contratto a termine cade durante il periodo di congedo di maternità, ed anche in questo caso il diritto al concedo spetta comunque per tutti i 5 mesi di astensione obbligatoria, anche se il contratto è terminato in anticipo rispetto ai 3 mesi post partum indennizzati. Esempio. Parto avvenuto il 31 luglio e scadenza del contratto a termine il 15 settembre (quindi entro i 3 mesi successivi al parto). Il diritto al congedo e l'indennità di maternità spettano comunque fino al 31 ottobre. Caso n. 3: Scadenza del termine entro 60 giorni precedenti l'astensione obbligatoria. In questo caso si applica l'interdizione obbligatoria e la lavoratrice ha diritto alla percezione dell'indennità di maternità per il totale dei 5 mesi. Esempio: parto previsto per il 31 luglio e scadenza del contratto a tempo determinato il 15 aprile (entro 60 giorni dall'inizio dell'astensione obbligatoria prevista per il 1 giugno). In questo caso la lavoratrice percepirà l'indennità di maternità dal 1 giugno al 31 ottobre, per tutti e 5 i mesi dell'astensione obbligatoria. Caso n. 4: Scadenza del termine entro 60 giorni precedenti e astensione anticipata. In questo caso abbiamo la scadenza del contratto entro 60 giorni precedenti ai due mesi prima del parto, ma con la lavoratrice che è già in congedo anticipato ai sensi dell'ex art. 17 comma 2 lettera b) o c) del Testo Unico sulla maternità (D. Lgs. n. 151 del 2001), cioè: Quando le condizioni di lavoro o ambientali ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni. In questo caso, l'anticipazione dell'interdizione si interrompe con il cessare del rapporto di lavoro e si applica l'interdizione obbligatoria dai 2 mesi prima del parto e fino a tre mesi dopo. Esempio. Parto previsto il 31 luglio e scadenza del contratto il 15 aprile (entro 60 giorni precedenti i due mesi prima del parto) ed il 15 aprile la lavoratrice è già in astensione anticipata. In questo caso l'interdizione si interrompe il 15 aprile ed il 1 maggio parte l'interdizione obbligatoria fino al 31 ottobre o comunque tre mesi dopo la data effettiva della nascita. Nello stesso caso appena descritto, nel caso in cui il congedo anticipato sia ai sensi della lettera a) del comma 2 dell'ex art. 17 del Testo Unico sulla Maternità, cioè quando sussistano gravi complicanze alla gravidanza o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, l'anticipazione dell'interdizione non si interrompe con il cessare del rapporto di lavoro (nell'esempio il 15 aprile) ma prosegue, sussistendo ragioni mediche, fino al 31 ottobre, cioè i tre mesi dopo il parto. Caso n. 5: Maternità e contratto a termine scaduto da più di 180 giorni. Nel caso in cui il contratto a termine è scaduto in una data oltre i 60 giorni precedenti i due mesi prima del parto, la lavoratrice non ha diritto all'interdizione obbligatoria. Ma se la lavoratrice alla scadenza del contratto è in congedo ex art. 17 comma 2, lettera a), cioè nel caso sussistano gravi complicanze alla gravidanza o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, in questo caso l'anticipazione dell'interdizione non si interrompe con il cessare del rapporto ma prosegue, sussistendo sempre le ragioni mediche, fino ai tre mesi dopo il parto. Esempio. Parto previsto il 31 luglio e scadenza del contratto al 15 febbraio, con la lavoratrice in congedo anticipato per gravi complicanze. L'interdizione anticipata non si interrompe e prosegue fino al 30 ottobre, tre mesi dopo il parto. Sempre nel caso di cui sopra, se invece il contratto con la lavoratrice scade il 31 dicembre (e comunque ben oltre i 180 giorni dalla data presunta del parto), ma c'è la richiesta entro 60 giorni dalla scadenza contrattuale di un congedo ex art. 18 comma 2 lettera a) per gravi complicanze nella gravidanza, l'anticipazione dell'interdizione può essere rinnovata nonostante la cessazione del rapporto di lavoro. L'impatto pagherà direttamente a sua moglie solo dopo la scadenza del contratto finché non termina la maternità. Per la sostituzione di sua moglie l'azienda può assumere una sostituta per tutto il periodo della maternità. In caso di successiva assunzione dopo sua moglie può chiedere il diritto di precedenza. Cordiali saluti.
michael - 31/05/2017 - 16:12:49
Salve, sono fruitore di naspi. Dopo aver trovato un lavoro e aver accordato con il datore un contratto da sei ore, mi sono ritrovato con un contratto a tre ore, a mia insaputa, con unilav gia comunicato. E possibile l annullamento dell unilav? Rischio di perdere la naspi?
RISPOSTA: Salve, per non perdere la Naspi deve necessariamente richiedere l'annullamento dell'Unilav. È possibile annullarlo in qualsiasi momento. Cordiali saluti.
Flavia - 31/05/2017 - 15:00:30
Buongiorno ho un contratto commercio e terziario a tempo indeterminato antecedente legge Fornero e Jobs Act. Sto per cambiare lavoro: come faccio a farmi dare dalla nuova azienda la stessa tutela? Posso far inserire qualche speciale clausola nel contratto con il nuovo datore? Ho diritto a una buonuscita da parte del vecchio datore?
RISPOSTA: Salve, non può farsi dare una tutela. Dal precedente datore di lavoro le spetta il TFR. Cordiali saluti.
Omero - 29/05/2017 - 16:49:21
Salve, lavoro da più di 7 anni per una ditta di ritiro rifiuti speciali, inizialmente a contratti trimestrali continuativi,e da fine 2015 a tempo indeterminato tramite agenzia interinale, ho un contratto da metalmeccanico artigiano livello 4, anche se la mia mansione è autista. Circa 3 mesi fa ho urtato il mezzo provocando un danno, all'accaduto ho chiesto ad uno dei soci se dovessi pagare il danno, questo mi ha detto che lasciava perdere e non mi faceva pagare per questa volta, ad oggi un altro dei soci mi richiede il pagamento dell'intera fattura, semplicemente detto a voce senza nessuna notifica scritta. Quello che vorrei sapere io è se sono tenuto/obbligato a pagare il danno, e sopratutto se devo pagare l'intera fattura, o se come credo dovrei pagare solo il 20% del danno. Tra l'altro se dovessi dover pagare devo richiedere che mi venga notificata per iscritto con raccomandata A/R, e se esiste un termine entro il quale debbano mandarmi tale notifica. La ringrazio per la disponibilità. Cordiali Saluti
RISPOSTA: Salve, l'azienda deve prima inviarle una raccomandata per chiedere giustificazioni dell'accaduto e se non è soddisfatta della sua risposta può addebitarle il danno. Cordiali saluti.
Valentina - 29/05/2017 - 15:45:42
Buonasera, volevo chiedere se durante il congedo parentele la tredicesima e la quattordicesima maturano al 30% come la retribuzione o non se ne ha diritto .Grazie
RISPOSTA: Salve, purtroppo no, matura solo il TFR. Cordiali saluti.
Ivan - 29/05/2017 - 08:09:02
Buonasera, vorrei un informazione, ad agosto aprirò un neg­ozio alimentare, esc­lusivamente prodotti preconfezionati, ho già preso l'attesta­to SAB, e l'HACCP. Specifico che saremo solo 2 soci, quindi nessun dipendente, volevo sapere se dobb­iamo avere inoltre il corso di primo soc­corso e il corso ant­incendio, e se ci so­no altri corsi che sono obbligatori per la nostra attività. Grazie per la gentile risposta.
RISPOSTA: Salve, finché non avete dipendenti non è necessario. Cordiali saluti.
Francesca Vanni - 26/05/2017 - 21:35:29
Buonasera, per cortesia vorrei sapere come funziona il contratto di lavoro a tempo indeterminato tramite agenzia interinale. Ne ho sentito parlare da poco e siccome devo fare un colloquio dove la prospettiva è dì inserimento in azienda ma, appunto, con contratto indeterminato sotto l'agenzia. Non è che è ancora più facile per l'azienda licenziare? E in caso di licenziamento cosa succede? Scusate ma sono poco informata e la cosa non mi convince molto. Grazie, saluti Francesca Vanni
RISPOSTA: Salve, l'agenzia interinale l'assume per inserirla nell'organico aziendale di sua cliente con cui stipulerà un contratto di fornitura di manodopera. Per il licenziamento dovrà sempre comprovare valide giustificazioni. Cordiali saluti.
Clara - 25/05/2017 - 17:24:20
Salve ho una ditta individuale a me intestata sono una commerciante a breve aprirò un piccolo negozio come fare ad assicurare per poche ore una signora che verrà ad aiutarmi in quanto i voucher non sono più validi?
RISPOSTA: Salve, può assumerla con contratto part-time per le ore di cui necessita, anche se il CCNL prevede un minimo di ore settimanali. Cordiali saluti.

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