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Ci sono 687 pareri

Monica Orlando - 16/02/2017 - 08:29:49
Buongiorno, Mi chiamo Monica e da oltre 7 anni lavoro in uno studio di amministrazioni condominiali. I primi anni di lavoro il mio stipendio veniva sempre accreditato sul mio c/c intorno al 5/6 del mese successivo, ultimamente però stanno iniziando a pagarci seempre più tardi, arrivando ancheal 13/16 del mese successivo, per non parlare poi dell'ultimo stipendio per il quale ci è stato pagato solo un acconto di € 500, peraltro senza alcun preavviso, il 13 febbraio scorso e per il saldo a quanto abbiamo capito dovremo aspettare i loro comodi, in ogni caso ad oggi il saldo non è pervenuto, quindi si va dal 17 febbraio in poi per l'accredito. Ieri ho provato a contattare il consulente del lavoro che ci tiene le paghe per capire se c'è un termine di pagamento del salario per i dipendenti di studi professionali, ma mi ha risposto che non c'è una regolamentazione, ma pagano in base alle consuetudini aziendali. Pertanto chiedo a Voi se vi sia un termine entro il quale dovrebbero pagarci il salario. Preciso che i sigg.ri stanno ristrutturando un appartamento con vista Ponte Vecchio e hanno fatto parecchi viaggi negli ultimi mesi, quindi in difficoltà economica non mi sembrano. Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali Saluti
RISPOSTA: Salve, il CCNL studi professionali, come altri, non prevedono una scadenza precisa per la corresponsione dello stipendio. Il diritto alla retribuzione del lavoro è disciplinato dall'art. 36 della Costituzione e dell'art. 2099 del Codice Civile. Con tali articoli si impone al datore di lavoro di rispettare i vincoli contrattuali, compresa la data di erogazione dello stipendio, imposti per legge o dai CCNL a livello nazionale o locale. Se l'azienda non ha stabilito un giorno fisso per il pagamento o non si conforma alle disposizioni del CCNL oppure non applica alcun CCNL, lo stipendio dovrebbe comunque essere corrisposto nel momento in cui la prestazione è stata eseguita. Vale a dire che se la cadenza di paga è mensile la prestazione deve ritenersi conclusa entro il giorno ultimo del mese. Per ovviare a questo problema la legge prevede alcune forme di tutela del lavoratore e del suo diritto a ricevere lo stipendio. Per legge il limite massimo entro cui il titolare ha l’obbligo di versare lo stipendio è il giorno 10 del mese successivo. Entro questa data il pagamento deve pervenire materialmente al lavoratore o al collaboratore, e non semplicemente essere disposto. In poche parole, entro il 10 del mese lo stipendio deve essere disponibile sul conto corrente. L’Agenzia delle Entrate ha infatti chiarito che il momento del pagamento è quello in cui “ il provente esce dalla sfera di disponibilità dell’erogante per entrare nel compendio patrimoniale del percettore”. Nel caso di ritardi nei pagamenti dello stipendio, il diritto del lavoro o i contratti nazionali prevedono il riconoscimento dei relativi interessi in base alle disposizioni legali in corso. Per quanto riguarda, invece, lo stipendio di dicembre e della tredicesima, il capo d’azienda ha l’obbligo di corrisponderlo entro e non oltre il 12 gennaio dell’anno successivo in modo da evitare problemi dal punto di vista fiscale. Solo rispettando tale termine, infatti, si può considerare di competenza dell’anno appena concluso il pagamento delle retribuzioni relativo alla mensilità di dicembre. Il ritardo nei pagamenti è uno dei casi in cui si può fare un sollecito e mettere in mora il datore di lavoro o, addirittura, dare le dimissioni per giusta causa e richiedere la Naspi. Prima di chiarire quali sono i termini entro cui va versato lo stipendio, però, bisogna fare una distinzione. Il ritardo di pochi giorni e di una singola mensilità non rappresenta un motivo valido per dimissioni per giusta causa; il discorso cambia, invece, se il pagamento dello stipendio salta o arriva un mese dopo. Pertanto può tranquillamente sollecitare il suo datore di lavoro. Cordiali saluti.
roberto - 15/02/2017 - 12:11:24
salve, la mia società ha cambiato ccnl da metalmeccanico a c.c.n.l. Metalmeccanici (CISAL-ANPIT), passandomi da un livello 6° al 5° e introducendomi un super minimo assorbibile che non avevo in busta. Tutto ciò è corretto? è quello il livello giusto? il super minimo assorbibile è corretto? come mi posso tutelare? Grazie per uan vostra risposta. Saluti
RISPOSTA: Salve, premesso che la differenza economica tra i due livelli dei contratti indicati è notevole, il superminimo della differenza di livello non deve essere assorbibile in quanto non dovrà essere diminuito per futuri aumenti contrattuali. Può evidenziarlo al capo del personale per modificare la causale in busta paga, in caso negativo invii una raccomandata in cui chiede che il superminimo non sia assorbibile. Cordiali saluti
mauro cason - 13/02/2017 - 19:36:19
Buongiorno lavoro nella grande distribuzione supermermercato sono stato assunto come caporeparto col 4S 7 anni fa, da allora esegue tranquillamente chiusura e apertura negozio maneggio soldi chiavi cassaforte chiavi negozio antifurto sono nel piano di sicurezza del punto vendita con reperibilità anche notturna in caso di allarme, in mancanza del caponegozio e del vice sono io il responsabile del punto vendita. mi chiedo se per queste mansioni io non debba avere il 3° se non il 2° livello. Se cosi fosse devo aprire una vertenza con l'azienda o posso tentare un accordo in forma privata tramite richiesta? grazie
RISPOSTA: Salve, per quanto da Lei affermato, può tranquillamente chiedere il passaggio a livello 2. Ne parli con il capo del personale per tentare un accordo, in caso contrario invii una raccomandata esemplificando la Sua richiesta. Cordiali saluti.
valentina - 13/02/2017 - 12:33:48
TFR DOPO LICENZIAMENTO PER ASSENZA INGIUSTIFICATA Dopo tot. giorni di assenza ingiustificata, il mio compagno è stato licenziato (e fin qui ok). Per farla breve senza stare a spiegare i dettagli (che l'azienda conosce bene) dal 2 gennaio 2017 non si è presentato più a lavoro, ricevendo prima la raccomandata per conoscere i motivi dell'assenza e produrre una giustificazione, e poi quella del licenziamento. Ora però il suo datore di lavoro ha detto che siccome a gennaio non ha lavorato, la busta paga risulterebbe negativa, ed ha per questo scalato molti soldi dalla liquidazione (TFR). Ma sbaglio o questo vuol dire che l'azienda sta PRENDENDO DEI SOLDI da lui poiché assente? E' giusto farlo? Non dovrebbe funzionare che semplicemente il mio compagno non deve essere pagato, e al massimo la busta risulterebbe a 0? Come è possibile che scalino dei soldi dalla liquidazione per 10 giorni di assenza (che poi avendo un part-time di 16 ore settimanali sarebbe veramente poco)? A chi mi devo rivolgere? Grazie mille
RISPOSTA: Salve, per rispondere alla sua domanda si dovrebbe studiare la busta paga emessa dal datore di lavoro. Ma comunque, avendo una retribuzione pari a zero, ci saranno le addizionali comunali e regionali del 2016 trattenuti in unica soluzione, probabilmente la trattenuta del mancato preavviso e altro che non posso sapere senza la visione della busta paga. Cordiali saluti.
Marianna - 12/02/2017 - 22:13:07
Gentilissimo, ho un contratto a tempo indeterminato ccnl aziende del terziario distribuzione e servizi (commercio). Volevo richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per motivi familiari superiore a 60 giorni qualora però dovessi rimanere incinta avrei diritto alla maternità? Ho letto che non si devono superare questi fatidici 60 giorni... Se rientrassi in servizio per "riprendermi" questo diritto basterebbe un solo giorno di lavoro? Grazie molte e spero di essermi spiegata bene!
RISPOSTA: Salve, durante l'aspettativa, il posto di lavoro Le viene conservato mantenendo tutti i suoi diritti compreso la maternità Cordiali saluti
Marzia - 11/02/2017 - 18:22:48
Buongiorno, è possibile rassegnare le dimissioni da un contratto a tempo indeterminato durante il periodo di maternità facoltativa (congedo parentale)? I termini di preavviso decorrono sempre dal 1° o dal 16° giorno del mese? E’ possibile usufruire di permessi retribuiti e/o di ore di allattamento durante il preavviso? Grazie
RISPOSTA: Salve, è possibile rassegnare la dimissioni ma durante i primi tre anni di vita del bambino deve necessariamente convalidarle al servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio” (ex Ispettorato del lavoro o DTL). Il preavviso è regolato dai CCNL ma la maggioranza indicano il periodo da Lei indicato. Durante il preavviso può usufruire di permessi retribuiti. Cordiali saluti.
Germano Di Mattia - 10/02/2017 - 14:04:20
salve, avrei necessità di questa piccola informazione, di cui Ve ne sarei particolarmente grato. Ho letto alcune agevolazioni 2017 circa il risparmio dei contributi da parte di chi assume ma nn sono riuscito a trovare quello che cercavo. In pratica, ho un caro amico di circa 47 anni, che ha un negozio, lui vuole chiudere la sua partita iva e una persona suo fornitore di prodotti, vuole rilevare l'attività ed assumerlo come dipendente, ma vorrebbe risparmiare sui contributi, visto che l'operazione di assunzione senza sgravi gli comporterebbe un costo di quasi 30 mila euro. Non essendo più possibile effettuare il contratto di associazione in partecipazione vorrei sapere se esistono nella disciplina attuale agevolazioni per chi lo vuole assumere, con contratti tipo job act o a progetto o similari che gli consentano a lui di conservare un posto di lavoro e a chi lo assume di non poter sostenere l'assunzione. Grazie
RISPOSTA: Salve si ripete anche per il 2017 il Bonus occupazione per il Sud che riguarda le assunzioni, a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato professionalizzante dei disoccupati senza limiti di età, nelle unità produttive ubicate in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna: il beneficio è sempre lo stesso e medesime sono le condizioni del 2016 ma solo per 1 anno (sgravio contributivo fino al limite di 8.060,00) per la fruibilità sia per quel che concerne il "de minimis". Lo sgravio è subordinato ad autorizzazione Inps e alla disponibilità dei fondi. Cordiali saluti
Gabriele - 10/02/2017 - 11:10:54
Buongiorno leggevo su internet che c'e' la possibilità di assumere un dipendende over 29 disoccupato che percepisce il sussidio della Naspi con l'apprendistato senza limiti di età potendo avere le stesse agevolazioni contributive di quello standard, esiste realmente? è attuabile?
RISPOSTA: Salve, è possibile assumere con contratto di apprendistato fino a 29 anni e 364 giorni con agevolazione contributiva, versando i contributi carico azienda del 10% in più è previsto altresì il versamento di un’aliquota in misura pari all’1,31% per la NASpI e un’aliquota dello 0,30% destinata alla formazione. La predetta complessiva aliquota del 10% è ridotta in ragione dell'anno di vigenza del contratto e limitatamente ai soli contratti di apprendistato di 8,5 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel primo anno di contratto e di 7 punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel secondo anno di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al secondo. Ricordo che la cumulabilità della NASpi con il rapporto di lavoro subordinato ha dei vincoli ben precisi. Cordiali saluti
Carlo - 07/02/2017 - 22:49:31
Salve, dovrei verificare la correttezza delle mie buste paga, tratttasi di 1 o 2 anni, potrebbe dirmi il prezzo ? Lei potrebbe firmare questa consulenza ? Grazie
RISPOSTA: Salve, contatti la mia segreteria la prossima settimana e Le fisserà un appuntamento. Cordiali saluti
Monica Rossi - 07/02/2017 - 09:19:12
Buongiorno, dovrei rassegnare le dimissioni dal mio attuale lavoro. Sono impiegata in uno studio di dottore commercialista, contratto degli studi professionali, livello 4 super. Sono stata assunta a tempo determinato a marzo 2014, part time (6 ore), contratto poi trasformato in tempo indeterminato sempre part time da agosto 2015. La mia domanda è quanti giorni di preavviso devo dare al mio titolare prima di lasciare il lavoro e se si tratta di giorni lavorativi o sono compresi anche sabato e domenica. Inoltre comunico che sono l'unica dipendente dello studio. Grazie
RISPOSTA: Salve, nel suo caso deve comunicare 15 giorni di preavviso di CALENDARIO quindi compreso sabato e domenica. I termini di preavviso di hanno inizio dal 1º o dal 16º giorno di ciascun mese. Cordiali saluti

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